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sabato 8 ottobre 2011

sirenetten

Qualche post fa, avevo promesso di caricare alcune foto sull'esperienza danese.
Meglio tardi che mai...
Ecco a voi la piattissima Danimarca.


Atterriamo a Billung, che non é un divano dell'Ikea ma la cittá che accoglie.. udite udite... la sede della Lego. UaU. Prendiamo un taxi e arriviamo nella ridente localitá d Arhus, Jutland.










Dopo un giro per i negozi, prendo la citybike e vado al mare.. perché anche qui, ci si spiaggia






Mollata la bici, si parte alla volta di Copenhagen con autobus, nave, autobus, treno e metro.. insomma ci manca la carrozza con i cavalli e li abbiamo presi tutti... i mezzi, dico.



Ed ecco il nostro high interior/exterior design, eco sostenibile, digital e impattozero hostel.




Iniziamo il tour dal lungo fiume/mare. Da notate il gusto per il dettaglio...



Cediamo al classico giro in battello,


vecchie abitazioni di pescatori, restrutturate e adibite a uffici, atelier di creativi, architetti, artisti...

l' Opera,

un centro espositivo,


e la bibblioteca, meglio nota come il diamante nero.


Finito il tour acquatico, ci affidatiamo ai piedi.. verso il Palazzo Reale


con tanto di Changing of the Guards.


Negozi...

e niente gelati mi raccomando.



E cmq, non potevamo perderci la comunitá autonoma hippie di Christiania, di cui i copenaghesi vanno tanto fieri e che a noi ha fatto davvero pena.. ma di questo ne parleró in un altro momento...


Quasi quasi ne freghiamo una...


oppure lottiamo per i nostri diritti

ma beviamoci sopra, vah...

prima di terminare con l'attrazione principale: das sirenetten

bye bye Denmark!

domenica 28 agosto 2011

Peeeró...


Questo l'intercalare piú frequente - escludendo le numerose volgaritá - utilizzato ieri al Parque Aventura Amazonia - Aventuras entre los Arboles, nei pressi di Madrid.
Come siamo finiti a fare Tarzan nella Sierra?
Avete presente gli Smart box, Plan B, Vivi la vida della situazione?
Ecco, per il compleanno di Alberto una coppia di amici gliene ha regalato uno. Tema: avventura.
E, tra tutti i modi per rischiare la vita, quello tra gli alberi ci é sembrato il piú divertente, comodo da raggiungere e adatto a entrambi.
Una volta arrivati all'ingresso, firmiamo una dichiarazione (che abbiamo preferito non leggere), ci imbraghiamo e seguiamo un piccolo corso su come usare moschettoni, carrucola e corde varie.
Devo dire che mi aspettavo una struttura organizzata, ma non cosí tanto!
Cinque circuti in ordine di difficoltá - dal KIDS fino all'Xtrem - fatti di ponti tibetani - fissi o mobili, in salita o in discesa, con trabocchetti o anche no -, reti verticali, orizzontali, oblique, altalene volanti, tronchi sospesi, liane, fili di ferro, pareti di arrampicata, scalette.. insomma decine e decine di "giochi" ad almeno 8 metri dal suolo ( fino ai 25 mt nell'ESTREMO).
Il principio é che di volta in volta l'altezza aumenta, cosí come il livello di difficoltá.
Dopo aver fatto le prove con l'istruttore ci consigliano di partire dal livello 3: JUNGLE.
E ho detto tutto.
Il primo impatto é impressionante: l'altezza, la paura del vuoto e di cadere condizionano i movimenti . Poi peró, una volta dominato il cervello e assimilata l'adrenalina, diventa divertente. Ci appassioniamo e, tra un tremore e l'altro, finita la GIUNGLA iniziamo l'AVVENTURA... stavolta a 15 metri.
Grazie al cielo, ogni 5/6 esercizi c'é una scaletta per scendere, perché a metá ADVENTURE mollo il colpo. Rifare il ponte di fili di ferro - due paralleli - camminando in equilibrio per almeno 10 metri mi atterrisce.
Cosí scendo, abbandono fidanzato e amico per un circuito piú basso - in tutti i sensi -.
Loro continuano e arrivano al quinto circuito, dove si crea una vera e propria solidarietá tra i partecipanti. La paura unisce, in alcuni casi.
A 25 mt da terra la mente si ribella: uno si incastra e rimane appeso nel vuoto.
Lo vanno a recuperare. Poverino.
La paura fa novanta e rende anche piú imbecilli, tanto che a un certo punto, due iniziano i litigare sulla piattaforma (quelle tra un juego e l'altro). Anche qui intervengono i guardiaparco che, dal basso questa volta, riportano la calma.
Ma screzzi e strizze a parte, é stata un'esperienza bellissima: il contatto con la natura, il poter superare i propri limiti e blocchi irrazionali aumentano l'autostima e la sicurezza nelle proprie capacitá, oltre a portarti in uno stato di esaltazione.
Purtroppo non avevo la macchina fotografica, ma ho scaricato alcune foto da internet nel caso un giorno vogliate dire anche voi .. peeeró...








mercoledì 3 agosto 2011

Votate Votate Votate

Ecco il momento tanto atteso.. da me in particolare.
Come vi spiegavo nel post precedente, sono tra le finaliste del blog contest per Maggie Jeans.
Quello che, se volete, potete fare per aiutarmi é

1. Andare sul blog

http://www.maggiejeans.com/blog/arianna-guarino/

2. Leggere l'intervista che ho fatto alla mia amica del cuore + giornalista di RadioDJ
Marta Brambilla Pisoni

3. Cliccare sul mio nome

4. Lasciare un commento

5. Mettere un voto da 1 a 10 (non fate scherzi scrivete 10 :)

A settembre comunicheranno la graduatoria finale e, se dovessi vincere, potrei occuparmi del loro blog per tutto l'anno.
Insomma una bella opportunitá... o per dirla in altro modo... una figata!

Come giá vi dicevo l'obiettivo era scrivere post che riprendessero il concetto della campagna pubblicitaria del brand: Women Will Save the World.
Di interviste ne ho fatte tre, tutte a donne significative... per me e per la mia idea di femminilitá.
Maggie Jeans ha scelto di pubblicare quella di Marta ma, a cose fatte, pubblicheró anche quelle delle altre due salvatrici.
GRAZIE davvero, e crepi il lupo!

lunedì 1 agosto 2011

Shock dolomitico




E rieccomi stabile, e labile, a Madrid.
Ma vi aggiorno un attimo.
Sabato, siamo tornati dalla Danimarca, a cui dedicheró ben piú di un post (anche se sulla gente del nord, ci sarebbe da scrivere un libro).
Ma prima ancora, tra Lisbona e Copenhagen, siamo tornati dalle Dolomiti.
Piú precisamente siamo stati a Selva di Val Gardena, per passare qualche giorno con i miei e godere del fresco. Che in realtá, dopo il primo giorno, si é trasformato in freddo: sei gradi e parecchia pioggia.





In ogni caso, qualche passeggiata siamo riusciti a farla.
La prima, al mitico rifugio Puez che, per chi non conosce la zona, non vuol dir nulla ma, per gli amanti del trekking... molto. Una scarpinata di sette ore che ti porta in una vallata lunare, dove un tempo montagne di 2000 metri erano fondali marini. E dove, anche in estate, trovi la neve.






La seconda missione invece, l'abbiamo dedicata alla scalata del Sasso Lungo che, come potete immaginare dal nome, non é proprio una collinetta.
E stavolta, sette ore di fatica per ... mezzo minuto di soddisfazione.

Sí, perché arrivati in vetta, abbiamo approfittato dell'ultima funivia in discesa (che mica sono Messner). Neanche il tempo di mettersi insieme ed eravamo giá giu.


Per il resto, gran bici, canederli, fette di speck, grappa e chiacchierate in famiglia, in un contesto che sembrava piú invernale che estivo. Un giorno ha pure nevicato.
Ma ció ha solleticato l'idea di andarci a Dicembre.
Perché dopo anni di pellegrinaggi estivi (un'infanzia intera e parte dell'adolescenza)
ora, anche che basta con i prati verdi.. voglio la neve!!! E, soprattutto... SCIARE.
A ver lo que pasa, che qua ... saddalavorá!

fino al 24 novembre: 9.393 visitatori